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Progetto Riscatto lancia un nuovo Bracciale e una nuova sfida. Bracciale Riscatto, l’ultimo nato all’interno del laboratorio della Casa Circondariale...

IL MIO RISCATTO

Progetto Riscatto lancia un nuovo Bracciale e una nuova sfida. Bracciale Riscatto, l’ultimo nato all’interno del laboratorio della Casa Circondariale di Verona, non vuole essere solo un bel accessorio da indossare, ma un vero e proprio simbolo di riscatto.

Come spiega Mario Gastaldin: “Il bracciale viene realizzato a mano dalle persone detenute, che attraverso il lavoro riconquistano dignità e utilità sociale. Questo è il loro Riscatto, ma credo che ognuno di noi abbia un suo riscatto personale da raccontare, una piccola rivincita sulle difficoltà della vita, la forza di reagire a una delusione amorosa, a una brutta malattia, a un insuccesso nello studio o nel lavoro”.

Il Bracciale Riscatto non va quindi solo indossato al polso, ma va raccontato. L’invito di Mario e dei suoi collaboratori è infatti quello di condividere sui social networks un’immagine o un video in cui ciascuno racconta in breve il proprio Riscatto.

Ad iniziare è proprio lui, Mario Gastaldin, che dichiara: «Il mio Riscatto è quello dei miei collaboratori, perché solo aiutando loro a riconquistare dignità sociale, mi sento davvero utile, come se le mie azioni fossero tante piccole gocce di positività nel grande oceano della nostra società. Come diceva John Fitzgerald Kennedy: “Non chiederti cosa può fare il tuo paese per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo paese”.»

mario gastaldin bracciale riscatto

I bracciali vengono realizzati a mano nel laboratorio all’interno della Casa Circondariale di Verona, dove le persone detenute apprendono con la pratica e tanto impegno le tecniche della tradizione artigiana. Disponibili in diversi colori, i bracciali sono in vera pelle conciata al vegetale, vengono realizzati su misura e con una chiusura a gemello e regolabile; possono essere personalizzati con l’incisione delle proprie iniziali.

Indossare un bracciale Riscatto significa quindi portare al polso il simbolo della riqualificazione sociale e dell’artigianalità italiana che ci contraddistingue in tutto il mondo. Ma è anche qualcosa di più: il simbolo di quella seconda possibilità, dell’opportunità di riscatto, a cui tutti abbiamo diritto.

LIBERTO, il sandalo di Riscatto

L'esigenza è quella di riqualificare il mondo delle persone detenute per dare loro nuova dignità e nuovi stimoli professionali che...

Simbolo di moda, design e soprattutto riscatto personale: il progetto del carcere di Verona.

L’esigenza è quella di riqualificare il mondo delle persone detenute per dare loro nuova dignità e nuovi stimoli professionali che favoriscano il loro reinserimento sociale, anche a beneficio della collettività.

Da un’idea di Mario Gastaldin titolare del laboratorio di pelletteria “Cordovano”, fondatore di “Progetto Riscatto Società Cooperativa Sociale”Michele Massaro di “Gaio il Calzolaio”, coadiuvati da Guglielmo Battistoni – modellista – nasce il progetto LIBERTO.

LIBERTO è sintesi del percorso iniziato in carcere nel 2015 da Michele Massaro, che con Riscatto e il fondamentale contributo di AMIA, ha dato vita a un corso di riparazione scarpe per tutti i detenuti. Concluso il corso e preso atto delle alte aspettative di coloro che vi hanno partecipato, l’esigenza era di creare un continuum. Da qui la proposta di Mario Gastaldin di creare assieme a loro un prodotto base come il sandalo, con caratteristiche di qualità, per scelta di materiali e finiture, tali da essere annoverato tra le eccellenze dell’artigianato made in Italy.

LIBERTO è quindi più di un sandalo: è ricerca di design, di materiali, di finiture, è storia di vita di chi vuol ripartire; un nome volto a ricordare la liberazione romana dalla condizione di schiavitù, LIBERTO è dunque simbolo della riqualificazione sociale. Inoltre, è possibilità di creare lavoro puntando a un oggetto raffinato, studiato in ogni dettaglio, che trascenda l’idea di moda come estetica ma acquisisca una connotazione sociale più forte e vera.

LIBERTO non è un semplice sandalo è simbolo di nuova socialità, di solidarietà, che calzerà “Liberto” e lo porterà in giro per il mondo, porterà con sé la maestria dell’artigianato italiano unito alla volontà di riscatto sociale delle persone detenute.

“Cordovano” coordina il progetto con il laboratorio di pelletteria di Riscatto presente nella sezione femminile del carcere. I materiali utilizzati per la suola, il sottopiede, le tomaie e le fodere del sandalo LIBERTO saranno esclusivamente in cuoio e pelli di qualità elevatissima, con la certificazione di provenienza da concerie del Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata la Vegetale in Toscana, che garantisce, con un  disciplinare molto severo, pelli conciate con tannini naturali estratti dalla corteccia di alcune piante, eliminando il cromo e rendendo così tutto il processo di concia rispettoso dell’ambiente.

LIBERTO è quindi un sandalo che nasce nella casa circondariale di Verona con l’auspicio che sia solo l’inizio di una nuova storia.

sandali

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