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Progetto Riscatto / Collaborazioni

Il lavoro in carcere… con ironia

Alcune associazioni, che danno una possibilità di riscatto attraverso il lavoro alle persone detenute, hanno deciso di puntare sull'ironia. ...

Alcuni associazioni che operano nella carceri italiane hanno puntato sull'ironia

Tre anni fa, siamo partiti dalla volontà di dare una nuova opportunità a chi ha sbagliato di riscattare la propria vita: per questo motivo abbiamo scelto di chiamarci proprio così, Progetto Riscatto

Insieme a noi tante associazioni operano con le persone detenute, per rendere il lavoro una forma di riscatto personale e professionale; in particolar modo alcune di loro nella scelta del nome hanno puntato sull’ironia. 

Come nel caso della BANDA BISCOTTI, ispirato ai personaggi Disney di Paperopoli, una biscotteria artigianale che opera all’interno delle carceri di Verbania e Saluzzo; o del gioco di parole di COTTI IN FRAGRANZA, un laboratorio di prodotti da forno all’interno del carcere Malaspina di Palermo. 

A Milano troviamo BORSEGGI, un laboratorio artigianale di sartoria nel carcere maschile di Opera che, neanche a dirlo, confeziona borse.

A Trento opera l’associazione di GALEORTO , nome che gioca sulla fusione di ‘galeotto’ (termine utilizzato soprattutto nel passato) e ‘orto’, un’associazione che gestisce una squadra di sei detenuti coltivatori presso la casa circondariale della città. 

A Genova invece le CREAZIONI AL FRESCO nella sezione femminile Casa Circondariale, puntano sulla creatività realizzando bigiotteria. 

E, in una terra di prelibatezze come quella siciliana, quale nome migliore di SPRIGIONIAMO SAPORI, per la cooperativa che all’interno della Casa Circondariale di Ragusa produce dolci a base di mandorla, pistacchio e nocciola. 

Ma ne VALE LA PENA? Non lo pensiamo solo noi, ma anche l’onlus Semi di Libertà, che ha deciso di dare questo nome alla birra prodotta dalle persone detenute ammesse al lavoro esterno del Carcere romano di Rebibbia. 

 

“Esistono persone che hanno tanto da dare al mondo”

L'innovazione di design di AirDecor entra nel laboratorio di Progetto Riscatto, ...

L'innovazione del design per dare una nuova opportunità

Come nasce l’azienda AirDecor e cosa produce? 

Il progetto AirDecor vede la luce agli inizi del nuovo millennio per andare incontro alle rinnovate esigenze estetiche e qualitative nel mondo dell’aerazione. Un connubio che mira a fornire prodotti in grado di soddisfare le più esigenti finalità d’arredo, con un pensiero rivolto alla sicurezza degli ambienti. La rivoluzione proposta dal nostro team tutto italiano consiste nell’elevare un prodotto spesso poco considerato per l’impatto estetico come la griglia d’aerazione, a complemento d’arredo.

 

Come è entrato in contatto con Progetto Riscatto e in cosa consiste la vostra collaborazione?

L’incontro con Progetto Riscatto ha luogo nel momento in cui Airdecor decide di produrre una griglia d’aerazione a magnete rivestita in pelle. Dopo alcuni incontri con altre aziende, abbiamo avuto il privilegio di conoscere il Sig. Mario Gastaldin, che inizialmente ci ha introdotto al mondo delle pelli a concia vegetale Toscana, vero e proprio caposaldo del Made in Italy nel mondo.

Dopo il nostro entusiasmo per questa nuova idea commerciale, il sig. Gastaldin ci ha parlato della possibilità di un approccio realizzativo a noi sconosciuto: l’utilizzo di una forza lavoro dalle enormi potenzialità, ma ancora non pienamente espresse nel tessuto sociale italiano, ovvero una collaborazione con i reclusi della Casa Circondariale di Montorio a Verona. Grazie infatti a Progetto Riscatto è possibile dare un’opportunità di lavoro concreto e di guadagno a persone che hanno commesso degli errori, ma che intendono reinserirsi tramite l’apprendimento di manualità e nuove cognizioni lavorative.

I risultati ci hanno dato ragione: i campioni effettuati con i ragazzi della casa circondariale si sono dimostrati di gran lunga migliori qualitativamente parlando rispetto ad altri campioni realizzati fino a quel momento, andando a confermare e rinforzare la presa di posizione che ha guidato la nostra scelta. 

 

Come descriverebbe la sua esperienza di collaborazione lavorativa con persone detenute?

Nella mia prima visita all’interno del carcere ho potuto toccare con mano la bontà dell’idea, che spazia in diversi settori manufatturieri e coinvolge molte persone, facendo diventare possibile una rivoluzione nel mondo del reinserimento post-detenzione, che a mio parere dovrebbe essere l’unico modo di trascorrere il tempo in carcere ovvero in maniera produttiva, che è anche il principio rieducativo alla base della detenzione in Italia oggi. D’altra parte cosa potrà fare una persona che ha scontato la pena e non riesce a trovare lavoro? L’unica soluzione sarà, probabilmente, ritornare a fare quello che lo ha portato alla reclusione.

Per ora Airdecor ha sviluppato in questo contesto due griglie d’aerazione di Design in pelle bianca o nera, con il rivoluzionario aggancio a magneti da brevetto Airdecor, chiamate Vanity Pelle Bianca e Vanity Pelle Nera e inserite tra “Le Lussuose” della Linea Classic Airdecor; faranno il loro esordio su Amazon in vari paesi europei proprio in questi giorni, mentre sono già in vendita in Italia su Fuoridesign.it e tuttoferramenta.it

L’auspicio è che i numeri possano corroborare il nobile intento di personalità come il sig. Gastaldin, quello che è certo è che all’interno di qualsiasi luogo, anche un carcere, esistono persone che hanno tanto da dare al mondo, se solo gli si concede l’opportunità di dimostrarlo.

La nuova collaborazione tra Progetto Riscatto e il Gentiluomo di Verona

Francesco Castioni presenta la collaborazione con Progetto Riscatto, per unire pelletteria e bossoli nel laboratorio del Carcere di Verona. ...

«Se un bossolo merita una seconda possibilità, a maggior ragione devono meritarla anche le persone.»

Francesco Castioni hai creato “Il gentiluomo di Verona”. Puoi raccontarci qualcosa di te e del tuo marchio? Come è nato, qual è il messaggio che vuole trasmettere? 

 

Il gentiluomo di Verona crea accessori artigianali partendo dai bossoli. Io nasco come Storico dell’Arte, e fin da prima di mettere piede in università sapevo che avrei voluto dare un senso ulteriore e più profondo a questo mestiere. Per farlo, ho cercato qualcosa che avesse in sé una formidabile energia creatrice, nascosta dentro un guscio duro, come a esempio i bossoli sparati al poligono. Affascinato dal loro altissimo valore simbolico, ho voluto scommettere sul loro utilizzo per dare nuova vita e nuovo valore.

Inoltre io amo Verona, per me è uno dei luoghi più belli al mondo. Ho voluto sottolineare il mio rapporto con la città prendendo la sua storia, senza eccezioni, da vero gentiluomo. Verona infatti ha vissuto molte guerre, ma si è sempre rialzata più bella di prima, ed è lo stesso messaggio che voglio trasmettere con i miei bossoli. 

Uno dei miei articoli tra i più raffinati sono le matite proiettile, con impugnatura in legno di botte centenaria, proveniente dalla Valpolicella. Il gentiluomo ama il riciclo, le cose belle ed eleganti, ed unisce queste due passioni in oggetti dal design unico e raffinato.

Come sei entrato in contatto con Progetto Riscatto e Mario Gastaldin? Quali iniziative stai portando avanti insieme a Progetto Riscatto? 

Io e il signor Gastaldin ci siamo conosciuti sui social. Quando ho scoperto il suo Progetto Riscatto, sono subito andato a conoscerlo meglio nella sua storica e prestigiosa bottega Cordovano in pieno centro a Verona, e da lì è partito tutto.

Con Progetto Riscatto sto creando e testando sul mercato nazionale ed estero una serie di prodotti unici nati da questo rapporto, come i braccialetti in pelle con chiusura a calamita in due bossoli, e devo dire che finora abbiamo avuto segnali molto incoraggianti. Non male, per aver in mano solo dei prototipi! 

Hai già avuto occasione di entrare nel carcere di Verona e di lavorare nel laboratorio di pelletteria, per insegnare ai detenuti. Come descriveresti questa esperienza? 

È una esperienza molto forte. Il carcere è un luogo chiuso e claustrofobico, suddiviso in tanti corridoi e stanze le cui porte non sono mai del tutto aperte; i detenuti vivono in questo ambiente, ogni giorno, tutto il giorno. Quando entri, sai di essere lì per alleviare la giornata di queste persone e dar loro la possibilità, una volta usciti, di avere una vita diversa. È una opportunità che ti fa apprezzare la libertà, ti fa capire come ognuno di noi, pur nel suo piccolo, può fare la differenza e aiutare il prossimo. 

Sei soddisfatto di quanto fatto finora con Progetto Riscatto e cosa ti aspetti dalle future collaborazioni? 

Non solo sono soddisfatto, sono entusiasta! I ragazzi in carcere hanno una manualità ed una inventiva davvero uniche, per me è un onore collaborare con loro e con Progetto Riscatto. Nelle collaborazioni future è in programma una linea di prodotti di altissima qualità e valore, sia materiale che simbolico.
D’altronde, se anche un bossolo merita un’altra possibilità, a maggior ragione dovrebbero meritarla le persone. 

I braccialetti creati insieme a Progetto Riscatto.
I braccialetti creati insieme a Progetto Riscatto.

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