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La nuova collaborazione tra Progetto Riscatto e il Gentiluomo di Verona

La nuova collaborazione tra Progetto Riscatto e il Gentiluomo di Verona

«Se un bossolo merita una seconda possibilità, a maggior ragione devono meritarla anche le persone.»

Francesco Castioni hai creato “Il gentiluomo di Verona”. Puoi raccontarci qualcosa di te e del tuo marchio? Come è nato, qual è il messaggio che vuole trasmettere? 

 

Il gentiluomo di Verona crea accessori artigianali partendo dai bossoli. Io nasco come Storico dell’Arte, e fin da prima di mettere piede in università sapevo che avrei voluto dare un senso ulteriore e più profondo a questo mestiere. Per farlo, ho cercato qualcosa che avesse in sé una formidabile energia creatrice, nascosta dentro un guscio duro, come a esempio i bossoli sparati al poligono. Affascinato dal loro altissimo valore simbolico, ho voluto scommettere sul loro utilizzo per dare nuova vita e nuovo valore.

Inoltre io amo Verona, per me è uno dei luoghi più belli al mondo. Ho voluto sottolineare il mio rapporto con la città prendendo la sua storia, senza eccezioni, da vero gentiluomo. Verona infatti ha vissuto molte guerre, ma si è sempre rialzata più bella di prima, ed è lo stesso messaggio che voglio trasmettere con i miei bossoli. 

Uno dei miei articoli tra i più raffinati sono le matite proiettile, con impugnatura in legno di botte centenaria, proveniente dalla Valpolicella. Il gentiluomo ama il riciclo, le cose belle ed eleganti, ed unisce queste due passioni in oggetti dal design unico e raffinato.

Come sei entrato in contatto con Progetto Riscatto e Mario Gastaldin? Quali iniziative stai portando avanti insieme a Progetto Riscatto? 

Io e il signor Gastaldin ci siamo conosciuti sui social. Quando ho scoperto il suo Progetto Riscatto, sono subito andato a conoscerlo meglio nella sua storica e prestigiosa bottega Cordovano in pieno centro a Verona, e da lì è partito tutto.

Con Progetto Riscatto sto creando e testando sul mercato nazionale ed estero una serie di prodotti unici nati da questo rapporto, come i braccialetti in pelle con chiusura a calamita in due bossoli, e devo dire che finora abbiamo avuto segnali molto incoraggianti. Non male, per aver in mano solo dei prototipi! 

Hai già avuto occasione di entrare nel carcere di Verona e di lavorare nel laboratorio di pelletteria, per insegnare ai detenuti. Come descriveresti questa esperienza? 

È una esperienza molto forte. Il carcere è un luogo chiuso e claustrofobico, suddiviso in tanti corridoi e stanze le cui porte non sono mai del tutto aperte; i detenuti vivono in questo ambiente, ogni giorno, tutto il giorno. Quando entri, sai di essere lì per alleviare la giornata di queste persone e dar loro la possibilità, una volta usciti, di avere una vita diversa. È una opportunità che ti fa apprezzare la libertà, ti fa capire come ognuno di noi, pur nel suo piccolo, può fare la differenza e aiutare il prossimo. 

Sei soddisfatto di quanto fatto finora con Progetto Riscatto e cosa ti aspetti dalle future collaborazioni? 

Non solo sono soddisfatto, sono entusiasta! I ragazzi in carcere hanno una manualità ed una inventiva davvero uniche, per me è un onore collaborare con loro e con Progetto Riscatto. Nelle collaborazioni future è in programma una linea di prodotti di altissima qualità e valore, sia materiale che simbolico.
D’altronde, se anche un bossolo merita un’altra possibilità, a maggior ragione dovrebbero meritarla le persone. 

I braccialetti creati insieme a Progetto Riscatto.
I braccialetti creati insieme a Progetto Riscatto.

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