Search

Porte del carcere aperte. Le aziende offrono lavoro

Porte del carcere aperte. Le aziende offrono lavoro

Da L'ARENA, martedì 21 marzo 2017 CRONACA, pagina 16

Da una parte la riforma penitenziaria che risale a quarant’anni fa alla quale ha fatto seguito la legge Smuraglia, meglio conosciuta come «legge 193», che dal 2000 sostiene l’apertura al territorio e prevede varie misure per favorire il lavoro per i detenuti con la possibilità di applicare sgravi fiscali e contributivi per coloro, enti pubblici o aziende private, che li assumono. Dall’altra parte l’iniziativa organizzata dalla direzione di Montorio che segna un passo diverso rispetto a quella che anche a Verona è diventata da tempo una sorta di «regola interna», cioè il lavoro in casa di detenzione, e per questo da domani a venerdì – dalle 8 alle 15 – il carcere apre le porte alle aziende, veronesi e non, interessate a instaurare collaborazioni e sinergie con le realtà lavorative che operano in carcere. Il progetto «Porte aperte al lavoro» ha anche lo scopo di creare opportunità d’impiego e di usufruire direttamente della manodopera di detenuti. Per aderire all’iniziativa o semplicemente per avere maggiori informazioni sarà sufficiente inviare una mail a cc.verona@giustizia.it e proporre la domanda di adesione. La novità sono le «porte aperte» perché, al contrario, all’interno di Montorio sono numerose le cooperative che da anni offrono la possibilità di imparare un lavoro. Perchè se è vero che il grado di civiltà di una nazione si misura dagli atteggiamenti nei confronti di chi vive una situazione di disagio, vero è che per un detenuto l’occupazione ha la duplice funzione: risarcire il danno arrecato e non trasformarsi in un costo ma soprattutto fornire gli strumenti che gli consentiranno, a fine pena, un futuro diverso. All’inizio fu «Lavoro e Futuro», la coop che dal 2005 ha assunto 603 matricole, si occupa di terziario e oltre a tutto quanto ruota attorno all’imballaggio (cartotecniche, produttori di profumi per casa, cd e dvd, gadget), alla carpenteria leggera e falegnameria. Nel tempo ha creato l’Officinae che produce rastrelliere porta biciclette «modello Verona» che vengono esportate in tutta Italia. Una dopo l’altra sono arrivate altre realtà lavorative, dai prodotti da forno, grazie alla coop sociale Vita, ai dolci della tradizione. All’inizio il panificio era stato creato per soddisfare le esigenze interne ora, grazie anche alla collaborazione con Agec, il pane creato a Montorio con farine selezionate e lievito madre viene distribuito a tutte le scuole veronesi oltre che al bar del tribunale.Dal cibo al vestiario, in tal senso «progetto Quid» forma, specializza e dà lavoro tessile alle detenute e attualmente la coop collabora con molte aziende esterne. L’idea di Mario Gastaldin si chiama invece «Riscatto» e si traduce nella creazione di piccola pelletteria utilizzando pellami di qualità. Da oltre un anno con lui collabora Gaio il calzolaio e insieme stanno realizzando sandali in cuoio che con tutta probabilità a breve saranno calzati dai frati francescani. Il progetto «Reverse» invece realizza arredi con materiali di scarto e in un’ottica di «pubblicità» il patronato Acli ha creato una scheda raccolta dati e adottato un database per i detenuti, utilizzato dal carcere, per consentire alle imprese di individuare le richieste e far sì che l’offerta possa incontrare la domanda.E lo stesso ha fatto il Provveditorato del Triveneto. Da domani a venerdì la forza lavoro si incontra. In carcere.

L'Arena di Verona - Porte aperte del carcere per le aziende che offrono lavoro

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi